La leggenda narra che la Hula sia stata donata agli uomini da Hi’iaka, una giovane dea del Pantheon Hawaiano. La sorella più piccola di Pele, la grande dea del vulcano.
Il dono delle Dee e il linguaggio della Natura
Hi’iaka amava trascorrere il suo tempo in un’antica e misteriosa foresta insieme ad un’amica, Hopoe.
Entrambe osservavano incantate i rami degli alberi e le foglie ondeggiare al passaggio lieve del vento, o l’ombra delle ali degli uccelli librarsi nell’aria, ascoltando il vivace gorgoglio del ruscello.
Le due amiche sapevano che quello era il linguaggio della Natura e il loro desiderio più grande era poterlo apprendere.
Il sogno di Laka e la nascita della Hula
Laka, dea della foresta, piacevolmente impressionata da tanto amore per i luoghi su cui lei regnava, pensò di esaudire il desiderio delle due amiche. Inviò così un sogno ad Hopoe per realizzare il suo desiderio di apprendere il linguaggio dell’antica foresta. I rami fluttuanti degli alberi le narravano la storia, il vento aggiungeva la melodia, le pietre, rotolando giù dal ruscello, tenevano il ritmo.
Quando Hopoe si risvegliò, raccontò tutto all’amica Hi’iaka. Con il movimento delle mani e del corpo riprodussero ciò che era stato ispirato loro dalla Dea Laka e da quel momento furono capaci di narrare le storie della foresta.
La tradizione della Hula vive ancora oggi
Anche ai giorni nostri, i ballerini di Hula dedicano una danza di apertura a Hi’iaka affinché la dea possa concedere loro l’onore di danzare la loro cultura, di infondere in loro il Mana (lo spirito della danza) e di onorarla fino in fondo.
I danzatori, prima di rappresentare la Hula Kahiko (hula tradizionale, non contaminata da influenze moderne e occidentali), eseguono dei canti che servono proprio a chiedere una sorta di “permesso” alle divinità e presentarsi a loro come Halau Hula (scuola di danza).
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