Andare in vacanza quando si è incinta può essere piacevole e rilassante, una possibilità di caricare le energie prima dell’arrivo del bebè. Ecco 10 consigli per viaggiare in gravidanza.
Andare in vacanza quando si è incinta può essere piacevole e rilassante, una possibilità di caricare le energie prima dell’arrivo del bebè. Ecco 10 consigli per viaggiare in gravidanza.
Solo lui infatti può valutare se la vostra gravidanza è normale o se necessita di qualche accortezza in più.
Evitate posti dove esistono malattie endemiche (tipo la malaria) o la situazione politica non è stabile. La recente diffusione del virus Zica, ad esempio, rende sconsigliabili le zone dove questo è più attivo, come l’America Centrale e Meridionale.
A seconda del vettore aereo, possono esserci indicazioni più o meno restrittive. In linea generale, è permesso l’imbarco senza problemi fino alle 28 settimane di gravidanza. Dopo le 28 settimane, è necessario un certificato medico (o di un’ostetrica) che attesti:
Se siete tra le 28 e le 32 o 36 settimane, un certificato medico (recente e completo delle indicazioni di cui al punto precedente) vi protegge dal pericolo che il comandante dell’aereo vi rifiuti l’imbarco. Prima delle 28 settimane, può essere utile per ottenere un imbarco prioritario oppure una sistemazione migliore sull’aeromobile al momento dell’assegnazione dei posti. Scordatevi comunque i famosi posti davanti alle uscite di sicurezza, tanto sognati per il maggior spazio per mettere le gambe. In realtà possono essere scomodi, perché non è possibile tenere un bagaglio a mano sotto il sedile. E vengono assegnati a chi può essere di aiuto alle hostess in caso di manovre sui portelloni.
Qualche ora di fuso orario può rendere difficile rintracciarlo in ambulatorio. Fatevi dare il suo numero di cellulare per poterlo contattare anche in pausa pranzo, spiegandogli la situazione.
Alcune compagnie, pur offrendo copertura assicurativa in caso di gravidanza, la mantengono valida solo per un periodo limitato, come 6 mesi o al massimo 26 settimane. Quindi molto meno delle 36 settimane che sono il limite massimo per i viaggi in aereo.
Pur se più lungo, un volo con scalo può essere un sollievo per le gambe appesantite dalla gravidanza, perché vi permette di muovervi di più. Nel caso il volo duri più di 4 ore, prevedete di alzarvi, passeggiare per il corridoio, fare qualche esercizio che stimoli la circolazione degli arti inferiori. Spesso, sui voli a lungo raggio, le compagnie aeree mettono a disposizione dei passeggeri una scheda con semplici esercizi da fare durante il volo.
Cibi crudi, carne e pesce poco cotti, maionese, acqua e bevande sfuse, possono essere un pericolo per il rischio toxoplasmosi o salmonellosi. Ricordate di idratarvi bene e di mangiare alimenti sani e freschi.
Consiglio necessario se la vostra vacanza in dolce attesa è in una destinazione tropicale come le Seychelles o la Polinesia, ma valido anche se visitate le città del Giappone. Durante la gravidanza, il sole può far comparire macchie scure su viso e corpo (cloasma gravidico) che non è detto che scompaiano completamente dopo il parto.
Le immersioni subacquee sono vietate e anche un bel giro sulle montagne russe a Disney World è da dimenticare. Ma altrettanto gravosa può essere un’escursione a piedi troppo lunga o una pagaiata sotto il sole.
Di solito i medici sconsigliano di viaggiare nel primo trimestre di gravidanza, perché è un periodo delicato per lo sviluppo del feto. Nell’ultimo trimestre, la pancia è più ingombrante e pesante e ci si stanca di più. Il secondo trimestre è quindi il periodo migliore per un viaggio quando si è incinta.
Sono semplici consigli per viaggiare in gravidanza, che però possono rendere la vostra vacanza col pancione un vero momento di relax e tranquillità.