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Visitare Nuku Hiva con Aranui 5, Isole Marchesi

18.11.2024

Un racconto di Viaggio di Irene

In giugno 2022 ho visitato le Isole Marchesi in Polinesia Francese, viaggiando sulla nave cargo e crociera Aranui 5: ora voglio condividere con tutti questa esperienza, per farvi scoprire la cultura delle Marchesi e tutti i segreti di queste meravigliose isole.

Prima tappa: Nuku Hiva, la regina delle Marchesi

La cattedrale di Taiohae

A Nuku Hiva ho potuto vedere la più grande celebrazione del cattolicesimo missionario delle Marchesi nella storica cattedrale di Taiohae.

Come accadde altre volte e in altri luoghi, anche qui i missionari hanno potuto conquistare nuovi fedeli solo parlando la loro lingua, condividendo conoscenze e portando un miglioramento, almeno in apparenza, alla vita delle persone.

Accettando il cattolicesimo i popoli polinesiani hanno rinunciato a canti, balli, tatuaggi, modi di vivere le relazioni, abbigliamento e altre tradizioni, sebbene in cambio hanno potuto accedere a lettura, scrittura, capacità di calcolo, conoscenze tecnologiche prima sconosciute.

Ma è sempre rimasto loro un senso di smarrimento per la perduta identità. Dopo oltre 100 anni, a partire dagli anni 70 del secolo scorso, quest’identità ha ricominciato a rifiorire.

Pur restando principalmente cattolici i Marchesiani hanno potuto in parte riscoprire e in parte ricreare una forte identità etnica e culturale, forti anche del fatto che qui la lingua originale è ancora molto presente, al contrario di quel che succede a Tahiti e negli altri arcipelaghi, dove i dialetti polinesiani si stanno ormai perdendo in favore della lingua occidentale comune (in caso delle isole di Tahiti il Francese).

Ecco che la cultura Polinesiana Marchesiana rivive oggi tra gli abitanti di queste isole, forte della sua identità, fatta di peculiarità uniche, ma anche di molte cose in comune con la gente delle altre isole della Polinesia (Francese e non).

Il sito archeologico “Tohua di Kamuihei”

Dopo la cattedrale ho potuto visitare il sito archeologico “Tohua di Kamuihei”.

La visita di questo immenso e magnifico Marae (tempio) immerso nella foresta tropicale mi ha proiettato in epoca precoloniale, un momento storico completamente diverso, in cui avvenivano sacrifici umani per ottenere il favore degli dei, e il sacerdote del villaggio era in potere di decidere vita o morte dei membri della comunità.

All’interno dell’enorme albero banyan sono stati ritrovati oltre 600 teschi. Gli archeologi hanno svolto un grandissimo lavoro riportando alla luce un sito storico straordinario.

Gli artisti dell’isola ci hanno accolto con canti e balli tradizionali dalla piattaforma più alta del Marae, proprio accanto all’albero dei teschi e al punto dove avvenivano le decapitazioni.

Tutto doveva avvenire senza che una singola goccia di sangue toccasse il terreno fuori dal sito preposto, e i credenti erano veramente disposti ad accettare il sacrificio in cambio del benvolere degli dei quando c’era necessità di cibo, pioggia, fortuna in battaglia o altre benedizioni.

In altri punti del Marae avvenivano altre cose interessanti per la comunità, ad esempio circoncisioni o esposizioni delle ragazze nel momento in cui avevano il primo ciclo mestruale, tatuaggi, che erano sempre concessi come premio al raggiungimento di un obiettivo importante, e ad alto contenuto simbolico.

La Baia di Hatiheu

La nostra escursione a Nuku Hiva procede in auto lungo una strada panoramica tra le verdissime montagne verso la baia di Hatiheu, probabilmente una delle più scenografiche baie tropicali al mondo, una splendida spiaggia di sabbia nera circondata da rocce vulcaniche e picchi acuminati sullo sfondo.

A Hatiheu abbiamo pranzato a Chez Yvonne: la padrona è una anziana signora ormai, ma molto apprezzata nella comunità locale. Canti e musiche tradizionali hanno rallegrato il nostro pranzo tipico, una parte del cibo offerto proveniva dal tradizionale forno Umu creato nel terreno.

Dopo pranzo siamo rientrati a Taiohae, c’è stato un po’ di tempo per una nuotata, un giro per il paese e per me per visitare l’unico hotel dell’isola. Prima di lasciare definitivamente l’isola un altro gruppo di artisti locali allieta la nostra serata con meravigliosi canti e balli tradizionali.

Nota: i programmi delle crociere potrebbero subire modifiche rispetto al nostro racconto di viaggio.


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