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Viaggio in auto nel Western Australia, lo stato più affascinante e autentico

02.01.2024
Da Perth a Port Hedland
20 giorni /17 notti – 3500 km

Oggi vorrei raccontarvi questo mio viaggio nel Western Australia e presentarvi quello che, secondo la mia esperienza, è lo stato più affascinante e autentico dell’Australia. Troppo spesso snobbato o rimandato ad una futura esperienza di viaggio Downunder.

Western Australia, un viaggio oltre le aspettative nell’Australia più verace!

Lasciatemi dire, invece, quanto questo viaggio mi abbia affascinata: ho visto luoghi veramente unici come il Deserto dei Pinnacoli, Ningaloo Reef o Il Karijini National Park, ma un po’ ovunque gli incontri con la fauna selvatica terrestre e marina erano all’ordine del giorno. Le meraviglie dell’Oceano Indiano e della barriera corallina erano a portata di mano, così come la straordinaria esperienza dell’Outback sconfinato dai paesaggi mozzafiato. Ovunque la terra parla di antiche storie Aborigene, ne abbiamo fatto una straordinaria esperienza al Francois Peron National Park, che presto sarà rinominato con il suo nome Aborigeno Gutharraguda! Nonostante fosse la mia quarta esperienza australiana, ogni giorno mi ha regalato emozioni veramente uniche e indimenticabili!

Non occorre prendere tanti voli, basta arrivare a Perth, la città più vicina d’Australia e con sole 6 ore di fuso orario! Ci sono diversi vettori che permettono di raggiungere velocemente questa città con un solo scalo. Noi abbiamo volato Qatar Airways via Doha, ma potete anche arrivarci via Dubai o Londra con un solo scalo.
Da Perth si parte in auto percorrendo a grandi linee la costa dell’Oceano Indiano in direzione nord, terminando il giro dove si riesce ad arrivare in base ai giorni a disposizione. La tappa finale potrebbe essere Exmouth, Port Hedland o Broome, da qui si rientra a Perth in aereo e poi a casa, ma potete anche proseguire oltre se ne avete il tempo!

A questo viaggio ha partecipato anche Giulio, mio marito e CEO di Kia Ora, e le nostre due bambine. Il viaggio è stato faticoso ma fattibile anche con i bambini: le due fortunate viaggiatrici si sono divertite molto e l’esperienza di incontrare molti animali da vicino, per loro è stata veramente emozionante! L’Australia è un paese molto “kids-friendly”, gli alloggi per famiglie non mancano e sono in genere molto spaziosi, così come troverete spesso parchi giochi all’avanguardia, piscine, aree all’aperto a misura di bambino.

Programmare un viaggio nel Western Australia, alcune informazioni di base

Clima

Il periodo migliore è aprile – maggio o settembre – ottobre; sono i mesi in cui le temperature sono particolarmente piacevoli per tutto il percorso. La nostra estate corrisponde all’inverno locale, comunque mite e piacevole. Potrete persino fare il bagno nelle giornate più calde da Kalbarri in su (verso nord), e tutti i giorni senza problemi a nord di Coral Bay, attraverserete il tropico del Capricorno proprio poco prima di Coral Bay.
Fine dicembre – marzo non è un periodo consigliato, corrisponde alla stagione delle piogge con rischio cicloni nella zona tropicale a nord di Coral Bay. Il viaggio si può comunque considerare fattibile fino a Monkey Mia. Potrete poi continuare la vostra avventura verso il sud del Western Australia…se possibile, includete Esperance perché è un posto veramente magico!

È necessario sapere che c’è poca umidità e quindi c’è sempre un’ampia escursione termica dal giorno alla notte (10, ma anche 15 gradi!) e che ci possono essere scostamenti importanti rispetto alle medie mensili. Il momento più caldo della giornata è il pomeriggio inoltrato. Per avere delle eccellenti previsioni meteo consiglio l’app Weatherzone.

 

Autonoleggio

Un 4×4 è consigliato (ma non indispensabile) solo se volete includere Karijini nel programma, altrimenti potrebbe essere uno sfizio, non proprio necessario per il percorso che farete. Al parco di Karijini molte strade sono sterrate, un paio sono segnalate “4wd only”.  Comunque percorribili con un auto 2wd in condizioni di strada asciutta e recentemente livellata (2 volte l’anno) ma potrebbero esserci problemi assicurativi in caso di incidente su strade sterrate (unsealed) se non state guidando un 4×4, la scelta finale è vostra. Noi avevamo prenotato un Rav4 awd, ci hanno dato però un Kluger 2wd (un modello veramente comodo!), abbiamo rischiato senza avere conseguenze.

Alloggi

Abbiamo optato quasi sempre per motel o anche caravan parks dove trovare camere o bungalow completamente attrezzati e ci siamo trovati molto bene. In molte zone non si trovano soluzioni di lusso ma devo dire che, anche puntando al risparmio, la nostra esperienza è sempre stata positiva! Mi è piaciuto avere l’auto vicina per caricare e scaricare, dovendo cambiare spesso sistemazione, e trovarmi subito all’aperto appena fuori dalla porta dell’alloggio.

Criticità

Se non vi spaventano i chilometri (siamo arrivati a farne fino a 600 in un giorno) e la guida a sinistra, questo viaggio non comporta particolari difficoltà, ma è opportuno pianificare bene le tappe ed essere un po’ organizzati prima di muoversi. Sapere l’inglese sicuramente vi permetterà di partecipare a diverse attività, comprendere meglio la destinazione e interagire con le persone del posto, per il resto ve la caverete benissimo. Le tappe si possono in ogni caso calibrare in base alle esigenze personali, il viaggio va anche assaporato, non solo percorso. La rete telefonica copre spesso solo i centri abitati, i distributori di benzina possono essere anche a centinaia di km l’uno dall’altro, meglio sempre muoversi da una tappa all’altra con scorta d’acqua e pieno fatto. Tenete conto sempre di arrivare a destinazione prima del tramonto, muoversi nell’oscurità assoluta può essere molto difficile e pericoloso perché molti animali escono di notte, se questo vi farà avere un incidente potreste non essere assicurati.

Cosa mettere in valigia per questo viaggio on the road

Ecco un piccolo l’elenco di cose che mi sono state particolarmente utili:

  • Una lunga playlist: l’autoradio non prende, i km sono tanti, ma noi non ci siamo mai annoiati! Abbiamo cantato, ascoltato in silenzio, parlato a lungo con il sottofondo piacevole delle nostre canzoni. Basta averla sullo smartphone o tablet se l’auto dispone di Bluetooth come la nostra, altrimenti meglio portarsi una chiavetta! Io mi sono trovata benissimo con l’app di Amazon Music.
  • Una moka, una scorta di caffè in polvere, un thermos: scordatevi di trovare un buon espresso fuori da Perth. Molte sistemazioni, però, hanno la cucina oppure potete usare una moka elettrica (ricordatevi l’adattatore!), per non restare mai senza un buon caffè, soprattutto dovendo guidare!
  • Una borsa termica con refrigeranti per poter fare degli ottimi picnic: le aree attrezzate sono dappertutto, mangiate all’aperto il più possibile…è uno dei piaceri dell’Australia!
    Utile anche per essere autonomi per qualche pasto da cucinare in casa, spostandoci da un posto all’altro. Può essere comoda se volete portare con voi il necessario per un bel barbecue. Si trovano eccellenti barbecue a gas pubblici in molte aree e praticamente tutti gli alloggi ne hanno alcuni a disposizione…una volta terminato basta lasciare pulito come lo si trova! Il barbecue è una vera passione Australiana, non potete partire senza averlo provato, magari anche più di una volta!
  • Una piccola scorta di cibo non reperibile come pasta, sughi pronti, sale, olio buono, aromi e necessario per lacolazione ci ha reso autonomi per molti pasti. La ristorazione in Australia è costosa e spesso alla sera, dopo una lunga giornata all’aperto o con diversi km alle spalle, fa piacere anche restare tranquilli in casa con un piatto di spaghetti al dente (difficile trovarli fuori!). Alcune di queste cose le potete portare dall’Italia, preparatevi però a dichiararle in dogana! Maggiori info qui.
  • Un tablet da usare come secondo navigatore, dove pre-caricare le tappe della giornata in base al programma. Ho usato Google Maps e salvato sul desktop i programmi di ciascun giorno, rivedendoli man mano che si progrediva sulla strada, se necessario. E’ stato utile anche per caricarci la musica.
  • Una bandana tubolare: nell’Outback le mosche possono essere veramente un problema che può compromettere l’esperienza di certi bellissimi momenti, ho avuto questo problema a Karijini. Avevo scordato la rete antimosche. Nell’Outback, se fortunatamente la troverete, potrebbero chiedervi 25A$ per un oggettino che su Amazon costa pochissimi euro! L’ho sostituita con una bandana per coprire quasi interamente il volto e la testa, il resto grazie a occhiali da sole e cappellino si copre facilmente!
  • Una muta per lo snorkeling: può tornare utile, l’oceano non è sempre così caldo! Se partecipate ad un’escursione vi sarà fornita sicuramente, ma in alcune occasioni sarete da soli.

Concludo con un ringraziamento particolare a Giulio per aver guidato praticamente sempre, essendo io veramente incapace di guidare all’inglese!

Irene – Kia Ora Viaggi

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