La curiosa tradizione dei Mahù
Se hai già visitato Tahiti, probabilmente avrai conosciuto i Mahù; se invece non hai idea di chi siano queste cordiali e servizievoli persone eccoti svelata la loro identità!
Sin dal principio della storia tahitiana, la tradizione voleva che, nelle famiglie numerose senza figlie femmine, un figlio venisse cresciuto come se fosse una bambina; stando a casa, vestendosi con abiti da donna, prendendosi cura dei bambini e occupandosi delle faccende domestiche. Questo figlio prendeva il nome di Mahù.
Nella Polinesia pre-coloniale i Mahù venivano addirittura considerati delle divinità, con veri pregi, dato che possedevano sia doti tipicamente femminili, sia maschili.
Ad oggi si ipotizzano tre motivi principali per cui questo fenomeno accadeva: preservare qualche ragazzo, dato che molti perdevano la vita in scontri tra clan, avere un aiuto in casa e controllare le nascite.
Una volta adulti, i Mahù, si comportavano esattamente come le donne; si facevano tatuare il corpo in zone come caviglie e fondo schiena. Spesso venivano assunti nelle case degli Arii, principi e capi clan, come maggiordomi di fiducia.
Se avrai il piacere di parlare con un Mahù e gli chiederai come si posiziona dal punto di vista sessuale, nella maggior parte dei casi ti dirà che è un Mahù, nient’altro.
Sono ben integrati nella società in cui vivono, spesso lavorano nelle strutture turistiche proprio perché molto gentili ed educati, come anche in uffici governativi in cui si contraddistinguono per la loro precisione ed efficienza e sono tra gli organizzatori di qualche festa importante.
Al giorno d’oggi pare che i tahitiani abbiano smesso di scegliere di educare uno dei propri figli maschi come una donna; uomini e donne crescono nel modo in cui si identificano maggiormente.