La Cerimonia del Tè (Cha no yu)
Questo antico rito è diffuso in tutta la nazione. Il forte legame con la filosofia zen e la ritualità lenta e precisa lo rendono una pratica vicina alla meditazione.
Ogni aspetto di questa cerimonia è legato alle tradizioni e alla storia del Giappone, a partire dallo stesso tè. Una leggenda racconta infatti che la pianta del tè sia nata grazie al monaco buddista Bodhidharma.
Si dice che, per non addormentarsi durante le lunghe ore di meditazione, egli si sarebbe strappato le palpebre per impedire ai propri occhi di chiudersi. Proprio dalle palpebre cadute a terra sarebbe germinata la Camellia sinensis, dalle cui foglie, opportunamente lavorate, si ottengono i diversi tipi di tè.
La cerimonia del tè nasce nei monasteri buddisti, dove il tè era usato per restare svegli durante gli interminabili riti religiosi. Nel Cha no yu, infatti, si utilizza in genere matcha, cioè tè verde ridotto in polvere, che viene mescolato all’acqua con l’apposito frullino di bambù (chasen) fino a ottenere una bevanda densa e omogenea.
Il risultato ha un effetto stimolante, proprio perché la polvere viene consumata interamente e non solo “infusa”.
La cerimonia si diffuse poi tra gli aristocratici e tra i samurai, fino a diventare uno degli antichi riti giapponesi più conosciuti, dal grande potere evocativo.